Qui di seguito riportiamo le tappe dell’itinerario bellico dell’ischitano Pasquale Mazzella, partito soldato da Napoli nel 1938 per ritornarvi vivo nel 1946. Una serie di episodi avventurosi con il pericolo di morte sempre in agguato, hanno caratterizzato i lunghi sei anni vissuti da Pasquale soldato lontano dalla sua Ischia. Questo l’elenco: Napoli, Port Said, Suez, Massaua,Aden, Bombay, Colombo, Singappore, Manila, Hong Kong, Shanghai, Nanchino,Tientsun, Pekino, Hankau, Cifu, Tsintao, Mukden, Dairen, Fusan, Shimoneseki, Hiroshima,Nagasaki, Kobe, Kioto, Yokohama, Kawasaki, Tokio, Okinawa,Guam, Wakeisland, Awaii, Honolulu, San Francisco, Panama City,Panama Canal, Gibilterra, Napoli. Ma Pasquale Mazzella, dopo il periodo bellico che lo ha visto, in marina servitore della patria con tutti i rischi che egli stesso ha raccontato nell’articolo scritto per noi di suo pugno, e che pubblichiamo qui a fianco; dicevamo, Pasquale Mazzella è stato tante altre cose. Prima di tutto si è formato una famiglia, che gli ha lasciato tutto lo spazio che desiderava per combattere le sue battaglie sociali in nome della giustizia, dell’onestà soprattutto, del rispetto totale verso i valori in cui fermamente credeva. Quindi ha avuto campo libero, dove non gli è stato difficile distinguersi in politica e nella lotta sindacale in difesa del lavoro e dei diritti inalienabili dei lavoratori, in particolare nel settore marittimo. Pasquale Mazzella aveva anche altri interessi come quello della caccia di cui sapeva tutto: i territori di cacciagione giusti, i vari tipi di uccelli, i tempi delle migrazioni, l’uso da esperto dell’arma per cacciare. La passione per la caccia, gli serviva per distrarsi dagli impegni politici e sociali che lo legavano ad un mondo, al quale egli si riteneva orgoglioso di appartenere, quello del lavoro e dei lavoratori. Le sue idee come le sue azioni erano manifestate alla luce del sole, con la schiettezza e l’onestà intellettuale a lui abituali. Il suo credo politico era tutto a sinistra, fra i comunisti irriducibili. Con essi ha vissuto campagne elettorali memorabili da candidato ad Ischia e nel continente. Sventolare la bandiera rossa nelle manifestazione di piazza quando vi partecipava, per Pasquale, era segno straordinario di appartenenza e di libertà. I suoi amici e compagni di partito con cui ha condiviso la vita di sezione del PCI, combattendo le sue prime battaglie politiche ad Ischia, sono stati Giovan Giuseppe Onorato, Luciano Del Dotto e Salvatore Telese, una triade fedele e compatta in cui il compagno Pasquale si riconosceva appieno. A questi poi si sono aggiunti i vari Vuoso, Monti, Lamonaca nei quali egli vedeva il futuro. Infine Pasquale Mazzella uomo. Era gentile e solidale. Riconosceva il lavoro degli altri e si immedesimava in essi quando incorrevano in difficoltà palesi. Pronto a dispensare consigli, specie quando gli venivano richiesti direttamente. La sua religione era l’amore per la famiglia e il rispetto verso il prossimo. Il rapporto col Padre Eterno erano del tutto personale. Ora sicuramente, in una sede più alta, si staranno parlando.

26/01/2014 · L'EDITORIALE