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Servizio Speciale

di ANTONIO LUBRANO & MICHELE LUBRANO

Con Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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LE FRAGOLE OGGI CONSUMATE DA TUTTI IN LARGA MISURA  GIUNGONO AISCHIA  DAL MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI NAPOLI E DI CASERTA

PER FAMIGLIE, ALBERGHI, RISTORANTI E FRUTTIVENDOLI. IMPERVERSA L’AMBULANTATO CON  VENDITA NON AUTORIZZATA SU CAMION E FURGONCINI. STORIA DI VECCHIE COLTIVAZIONI PRIVATE DI FRAGOLE NELLA TENUTA DI PIROMALLO A FORIO E NEI GIARDINI DI SCALFATI E DELLE CONTESSE DE BIASE A ISCHIA CHE RITENEVANO LE FRAGOLE UN FRUTTO BELLO, GUSTOSO ED ALTOLOCATO IN LINEA COL LORO STILE DI VITA. IL GELATO ALLA FRAGOLA ATTRAZIONE DEI BAMBINI E LO STORICO FILM DI INGMAR BEGMAN “IL POSTO DELLE FRAGOLE” DEL 1957 – LA CONSORTE DI RE FERDINANDO DI BORBONE  MARIA TERESA IN VACANZA SULLA CASINA REALE DI VILLA BAGNI A ISCHIA PER I SUOI BANCHETTI DI CORTE SE LE FACEVA ARRIVARE DALLE CAMPAGNE DEL CASERTANO.

DI ANTONIO LUBRANO

Il rapporto dell’isola d’Ischia con le fragole è particolare. Anche se richieste in tutte le epoche, per manie ornamentali, desiderio del gusto e utilizzo domestico, nessuno in passato si è  mai preoccupato di piantarle nei nostri terreni, per altro abbastanza adatti per la coltivazione e per la bontà del clima con prospettive di profitto. Solo coltivazioni private e nascoste senza mercato come diversamente avviene oggi. Già al tempo di Re Ferdinando di Borbone, la sua consorte la Regina Maria Teresa nei propri soggiorni sulla Casina Reale di Porto d’Ischia, l’attuale Palazzo Reale, non si faceva mai mancare una copiosa cesta di fragole rosso vivo sulla tavola regale per se stessa e per gli ospiti di turno. Le fragole, naturalmente non erano di produzione locale, perché sull’isola quasi nessuno le coltivava. Maria Teresa le faceva arrivare  dalle campagne del napoletano e del casertano  riservandole una cura quasi maniacale, perché riteneva che quel sacro frutto le portava bene per la ricchezza dei banchetti che organizzava e per la sua personale salute non proprio al top.  Infatti  dal punto di vista nutrizionale oltre che terapeutico, le fragole contengono ottime quantità di potassio e manganese, mentre per quel che concerne le vitamine si evidenziano notevoli concentrazioni di acido folico ed acido ascorbico (vit C). Quest’ultima molecola è uno dei principali costituenti antiossidanti delle fragole, il cui potere viene ben supportato dai flavonoidi (polifenoli), in particolare dalla fisetina. Si tratta di un flavonolo pigmentoso ampiamente studiato dalla comunità scientifica in diversi contesti patologici; l’interazione tra la fisetina delle fragole e l’organismo umano è stata osservata in caso di: malattia di alzheimer, diabete mellito tipo 2, ipercolesterolemia ecc. I risultati sono ancora in via di chiarimento ma è verosimile che già a quel tempo come oggi potesse vantare  proprietà: antiaging, anticancerose, antiossidanti, antinfiammatorie ed antivirali; tuttavia, non è da escludere che possa nascondere effetti collaterali come l’incremento del rischio di malattie nel feto (tipo leucemia, a causa dell’interazione con gli acidi nucleici). Ma le fragole, se si sono travate un posto nella storia di Ischia, per esclusivo merito della regina Maria Teresa,  senza esserne parte naturale dei  nostri terreni, non significa che negli anni successivi all’era borbonica, non abbiano trovato nuovo spazio nella coltivazione vera e propria sia pur  in forma ridotta e sperimentale. Da indagini fatte siamo venuti a sapere che negli anni ’50 la famiglia Piromallo a Forio nella  famosa tenuta dove producevano un ottimo Calitto Rosato, trovava spazio, tempo e passione per la coltivazione delle fragole che servivano per consumo privato. Lo stesso avveniva nel giardino della famiglia Scalfati ad Ischia Ponte dove un contadino in servizio si dedicava nel  periodo giusto alla coltivazione delle fragole. Un altro esempio della presenza nascosta delle fragole ad Ischia lo abbiamo scoperto nella storia privata delle Contesse De Biase proprietarie di una casa gentilizia con annesso largo giardino in via Ferrante D’Avalos a Ischia. Le sorelle De Biase si facevano coltivare nel proprio giardino le fragole perché attribuivano a questo frutto bello e gustoso fascino aristocratico in linea con il loro stile vita. Con gli anni, la maggior parte degli ischitani, in special modo i bambini, ha conosciuto il sapore della fragola nel periodo estivo, da giugno in avanti, quando aprivano le gelateria. Quella era la tanto attesa e ghiotta occasione per gustare il classico  gelato a fragola di color rosa  e soddisfare così il palato di una fresca essenza sognata per un anno intero. Poi siamo giunti alla sofisticazione del regale frutto rosè rosso vivo usato soprattutto da pasticcieri in gamba dotati di grande fantasia nella elaborazione di torte per banchetti con decorazione alla fragola di tutti i tipi e dimensioni. La fragola diventa così protagonista di un elevato  modo di presentare i dolci e esemplare di alto rango nel panorama dei frutti di largo consumo Ischia come dappertutto. Oggi le fragole possono essere acquistate dal fruttivendolo sotto casa, al super mercato,  su grossi camion e furgoncini parcheggiati in piazza o lungo le strade del paese  in cassette ben ordinate e pronte per il consumo. Il costo è abbastanza alla portata di tutti. Le importiamo dalle campagne del napoletano e del casertano dove la coltivazione è condotta a livello industriale. Il consumo sull’isola è notevole fra gli ischitani, gli ospiti  degli alberghi e la vasta clientela di ritrovi alla moda, bar e ristoranti. In base agli ultimi dati diffusi dal Centro servizi ortofrutticoli nazionale, la fragola in Italia nel 2015 rafforza il suo valore grazie ad un incremento della superficie coltivata del 4% rispetto all’anno precedente. Oltre l’80% della superficie è investita in coltura protetta e il rimanente 18% in pieno campo. In particolare, si evidenzia un rafforzamento della coltivazione in tutte le aree del Sud Italia (Campania +5% rispetto allo scorso anno, Basilicata +17%, Sicilia +2%, stabile in Calabria). Nel Nord Italia si conferma l’importanza della fragolicoltura veneta, in crescita la provincia di Trento, stabili la provincia di Bolzano e l’Emilia-Romagna. Oltre a questi dati, legati all’aspetto produttivo, è da segnalare come sia in atto un incremento dei consumi in Europa, legato alla facilità di consumo,  alle caratteristiche organolettiche e al giusto mix di sapore, fragranza, profumo e aspetto. Le fragole sono approdate anche al cinema prese a pretesto per storie incredibili.  Famoso è il film del 1957  “il Posto delle fragole” del regista svedese Ingmar Bergman e con gli attori Bibi Andersson,  Folke Sundquist, Gunnar Bjornstrand, Ingrid Thulin, Max von Sydow, Victor Sjostrom

 

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C’ERA  UNA VOLTA, IN UN PICCOLO VILLAGGIO AI MARGINI DEL BOSCO…

 STORIA DELLA PICCOLA  GIUGGIOLA DAI CAPELLI ROSSI TRA LE FRAGOLE

 DI MICHELE LUBRANO

Le fragole sono il bel frutto che si è concesso alla fantasia dell’uomo più di quanto si pensi. E l’uomo ne ha approfittato usando le fragole in  film, canzoni,  poesie, racconti, fiabe. Le fragole insomma, al centro di storie  come protagoniste di tante cose. Questa qui di seguito è una di quelle che descriviamo riassumendola il più possibile. Questa storia abbinata alle fragole la facciamo incominciare così: –  C’era una volta, in un piccolo villaggio ai margini del bosco, una graziosa bimba di nome Giuggiola, con tanti capelli rossi e una miriade di lentiggini. Era una bimba estremamente sensibile che arrossiva sempre in volto quando si emozionava. Tutti i bimbi del villaggio la prendevano in giro per il colore della sua capigliatura e per la sua timidezza e per questo le avevano dato il soprannome “Rossa”. Giuggiola si vergognava tanto del suo aspetto, così diverso da quello degli altri bambini. Decise di non confidarsi con nessuno e di non giocare più nella corte del villaggio. La sua mamma si impensierì subito, vedendola chiusa nella sua cameretta sulla mansarda, sempre triste e sola. Cercò di spingerla ad andare a giocare con i suoi coetanei, ma lei imperturbabile si rifiutò senza fornire spiegazioni. Il suo papà le propose di andare alle tanto bramate giostre al centro del bosco, ma non ci fu nulla da fare, non volle uscire di casa.
Intanto si avvicinava la data del compleanno di Giuggiola, e i suoi genitori decisero di farle una grande sorpresa, con la speranza di sbloccare la situazione. “Se Maometto non va alla montagna”, recita il detto, “è la montagna che va da Maometto”! Organizzarono quindi una grandissima festa per lei, invitando tutti i bambini del villaggio, che aderirono con entusiasmo. Era la prima  settimana di Giugno , proprio come oggi,  e le campagne intorno al bosco traboccavano di succose e dolci fragole. La nonnina di Giuggiola si offrì di andarle a raccogliere per preparare una magnifica torta di compleanno con tanti strati di panna e fragole. Sarebbe stata una torta indimenticabile! Il giorno del suo compleanno la piccola Giuggiola stava trascorrendo il pomeriggio chiusa nella sua cameretta, intenta a leggere un libro di fiabe, quando cominciò ad udire uno strano brusio provenire dal piano sottostante la mansarda. Si avvicinò alle scale chiamando “Mamma? Mamma, sei tu??” ma non ebbe risposta. Il rumore sembrava aumentare sempre di più. Si fece coraggio e tutta rossa in volto per l’emozione scese a piccoli passi fino a raggiungere la porta chiusa del salone. Il brusio proveniva da lì! Aprì quella porta e un mare di coriandoli rossi a forma di fragola la investì! Tutti i bimbi applaudivano e saltavano felici, circondandola ed abbracciandola per farle gli auguri. Sul tavolo al centro della stanza si materializzò una maestosa torta ricoperta di una cascata di fragole, e lei imbarazzata commentò “ma è ROSSA!!”. “Certo che è rossa…..è una torta speciale, per una bimba speciale!” le rispose la nonna. Giuggiola in solo attimo capì che il suo aspetto la rendeva diversa, ma non certo in senso negativo come aveva sempre pensato! Si rese conto che ognuno di noi ha delle peculiarità, delle caratteristiche che lo rendono unico. Dal quel giorno tornò a giocare serenamente nel bosco con gli altri bimbi del villaggio, non si vergognò più di essere chiamata “Rossa” e pretese con orgoglio, per ogni compleanno della sua vita, una grande torta di panna e fragole!

                                                                                                      michelelubrano@yahoo.it

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Da ANTONIO LUBRANO  &  MICHELE LUBRANO

Con la Fotoricerca di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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